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Normativa sconti farmaci


normativa sconti farmaci

vendita al pubblico dei farmaci da banco o di automedicazione e di tutti i farmaci o prodotti. Ma non si tratta del paradosso degli equivalenti (o generici che dir si voglia) che, identici a quelli griffati (a parte il costo inferiore restano ancora poco utilizzati a causa dei pregiudizi del tutto immotivati dei consumatori. In attesa che la politica si faccia sentire, qualcosa concretamente sta per accadendo sui banconi delle farmacie: dallinizio dellanno sono unottantina i farmaci di fascia C con ricetta che hanno subito incrementi di prezzo, in media il 5 in pi, per decisione delle aziende produttrici. 214, sulla vendita dei medicinali previsti dallarticolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993,. LAgenzia del farmaco ha di recente pubblicato unanalisi nella quale, partendo dal 2006, anno di emanazione del cosiddetto Decreto Bersani, viene passato sotto la lente dingrandimento landamento dei consumi e dei prezzi dei farmaci di fascia C fino ad oggi. Su canali di vendita che fanno dellefficienza e della concorrenza à la Bertrand (concorrenza di prezzo) i loro punti di forza, laumento dei volumi è condizione necessaria per poter funzionare bene, con effetti positivi che si estenderebbero anche alla vendita dei farmaci Sop che già.

Come sappiamo, e daltra parte ne abbiamo parlato anche altre volte, le" minime della filiera sul prezzo al pubblico dei farmaci sono state distribuite in questo modo:   Per lindustria nella misura del 58,65;   Per i grossisti nella misura del 3;   Per. ( roberto santori ). Il secondo canale per importanza, anche se ben staccato dalla distribuzione tradizionale, è quello delle parafarmacie: sui Sop-non-Otc le parafarmacie hanno realizzato una" di mercato pari a 4,5 in volumi e 4 in valore, che sugli Otc diventano, rispettivamente, poco meno di 5,6. Sui farmaci equivalenti (c.d. E se produttore e grossista fossero disposti a destinare alla farmacia il solo 40 di quanto perdono se si commercializza la copia (il 40 di 4,53 allora il prezzo della copia dovrebbe essere superiore a 15 per garantire alla farmacia lo stesso ricavo che essa.

Come spiegato dallesperto, questi ordini di grandezza risulterebbero dallapplicazione della forchetta di sconto 15-30 alla spesa di fascia C-Op (2.966 Euro/mln., dato ultimo del 2013). Al contrario, la riduzione dei consumi dei Sop/Otc (medicinali da banco e di fascia senza ricetta medica dispensabili anche attraverso le parafarmacie e la Gdo, è stata pi contenuta (-7,4 probabilmente, sia per effetto dell'ampliamento del numero dei punti di dispensazione di questi medicinali legati. Questa soluzione sarebbe praticabile sia che il margine della distribuzione rimanga fissato in percentuale del prezzo (come oggi sia che auspicabilmente si passi ad uno schema di fee-for-service a remunerazione del grossista e della farmacia. Che aggiunge: Da allora, infatti, solo i farmaci da banco e di automedicazione (Sop e Otc) possono essere venduti nelle parafarmacie, dove è obbligatoria la presenza di un farmacista, e presso la grande distribuzione (come i corner di vendita allinterno dei supermercati consentendo agli italiani.

In altri termini, a fronte di un paziente che per effetto della crisi tendeva a contrarre il liadiva scontate volume dei propri acquisti di medicinali di fascia C, il sistema produttivo e distributivo ha compensato sfruttando la nota attitudine al consumo del mondo occidentale con un costante. Tra il 2007 e il 2008 i successivi progressi sono stati molto pi lenti (tra il 2011 e il 2012 cè anche un lieve recupero della canale tradizionale a scapito della Gdo). Gli extra sconti non avrebbero pi ragione di esistere, perché verrebbe meno il potere di mercato della distribuzione di chiederli ed ottenerli. Non è invece a tuttoggi consentito: - realizzare sistemi di fidelizzazione dei clienti che comportino discriminazioni fra gli stessi nellapplicazione degli sconti sullacquisto dei farmaci (es. Di solito si attengono invece al prezzo stabilito dalla casa farmaceutica.

È anche vero che spesso questo limite viene eluso stipulando con il fornitore accordi commerciali con i quali il farmacista si impegna a promuovere il prodotto attraverso lesposizione privilegiata nelle scaffalature e/o nelle vetrine delle confezioni stesse e/o di altro materiale pubblicitario o ancora pubblicizzando. La possibilità di contrattare il proprio margine di ricavo (sui prodotti coperti da brevetto, su quelli un tempo coperti da brevetto e su quelli licenziatari del brevetto) la vede, inevitabilmente, in posizione di forza, perché essa costituisce un collo di bottiglia per la canalizzazione. Una simile prassi sembra sia maturata anche nei rapporti tra grossista e farmacia.


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